Le "Cente"

Le "Cente" sono delle sculture di candele che nascono come manifestazione della devozione popolare al Santo. Il lunedì ed il martedì della festa è possibile osservare questi manufatti precedere la statua di San Giulianicchio o di San Giuliano nella processione per le vie del paese. Rappresentano una forma di preghiera, non più intima e personale ma condivisa con la comunità tutta: ogni singola candela rappresenta un filo diretto con l'atto battesimale mentre l'insieme di tutte le candele simboleggia la Chiesa, unita nel ringraziare il Santo. 

La Centa, trasportata con fatica sul capo, esprime il metaforico avvicinamento al Regno dei Cieli. Era tradizione che a portare le Cente fossero donne nubili, o in cerca di marito, che chiedevano al Santo questa grazia, o in procinto di sposarsi, per benedire l'unione delle due famiglie: le due corde che pendono dai due lati della Centa erano rette da un lato dalla madre della sposa, dall'altro da quella dello sposo.

Caratteristico è il "ballo delle Cente", in cui una o più donne, con la pesante opera sul capo, danzano sulle note di canti religiosi e popolari.

Costruire una Centa è un lavoro duro e faticoso che può richiedere intere giornate. Si parte utilizzando una base in legno detta "macegna" su cui si impilano tre piani di candele allineate legate una ad una mediante una fettuccia al fil di ferro. Per i quattro lati del primo piano si utilizzano candele più lunghe, necessarie per sorreggere la struttura. Si aggiunge quindi ad ogni piano una fascia di raso o di pizzo e si adorna ognuno dei quattro lati e la cima con fiori freschi o di seta e, sulla facciata frontale del primo piano, si posiziona l'effige di San Giuliano, mentre ai due lati si legano i cordoncini che poi saranno retti da due donne. Esistono diverse dimensioni per le Cente: le più pesanti possono arrivare a pesare dai 13 kg ad un massimo di circa 25 kg, motivo per cui, durante la processione del Santo si alternano tre donne nel trasportarle.