Intervista al parroco

La festa si fa in ogni luogo del mondo in cui ci sia un importante bosco di alberi caducifoglie; si fa per insegnare loro a rinascere. Solo qui, pero`, il legame con il mondo religioso e` cosi` forte.

La religiosita` riveste un ruolo fondamentale: ogni giorno di festa c’e` una messa, ma prima non era cosi`. In uno dei miei primi anni da prete, il lunedi` mi dissero: “lavoriamo per san Giuliano, ma non possiamo assistere alla messa. Deve esser fatta la mattina, presto, prima che iniziamo a lavorare!”

Bisogna benedire i buoi prima della festa, bisogna benedire le Cente, bisogna vestire i bambini da San Giuliano ogni martedi`, per un anno, per metterli sotto la protezione del santo:
ad Accettura ogni aspetto del Maggio ruota intorno alla sacralita`.

Quanto accadde nel 1796-97 probabilmente ha accresciuto la fede degli accetturesi: il vescovo mise in dubbio l'originalita` della reliquia del santo;
solo grazie ad un monaco di origine accetturese una autentica giunse da Sora:
e` datata 27 aprile 1797, arrivo` qui probabilmente in occasione della festa della liberta`. Cio` sanci` l’unione indissolubile del Maggio a San Giuliano.

Il rito esiste ancora grazie alla devozione al santo, e la devozione e` cosi` forte grazie alla Festa; i due aspetti sono tra loro intimamente connessi:
e` per questo che la fede nel santo protettore e` piu` forte ad Accettura che negli altri paesi.