Intervista allo scalatore

Sicuramente, durante lo spettacolo del martedì pomeriggio, vi sarete posti decine di domande che avreste voluto rivolgere allo scalatore; ne abbiamo scelte 9 e le abbiamo rivolte ad Antonio Martello. Ecco le sue risposte! 



Come ti è venuto in mente, la prima volta, di scalare il Maggio?

Vedendo gli altri scalatori scalare il Maggio sono rimasto affascinato dall’idea di provarci, e mi domandavo se un giorno sarei stato capace anche io.

Perchè lo fai?

Per devozione al santo, per tradizione, e perchè voglio con tutto il mio cuore che questa festa non finisca mai.

Da quanto tempo scali il Maggio?

Nell'ormai lontano 2000, all’età di soli 17 anni ho scalato per la prima volta il Maggio. Quindi sono passati esattamente 16 anni.

Fai allenamenti specifici per salire il Maggio?

Nessun tipo di allenamento specifico, ora. Nei primi anni che ho scalato, nei giorni antecedenti alla festa, in campagna facevo delle prove scalando una pianta; col passare del tempo mi è risultato tutto più naturale.

Quali sono le difficolta’?

Non nego che le difficoltà sono tante: l’albero è alto circa 40 metri, l’altezza risulta la maggiore difficoltà; si può scivolare facilmente, quindi serve tanta forza fisica, il giusto equilibrio, e una buona dose di coraggio.

Che emozioni provi scalando il Maggio?

In quel momento sento il cuore che batte a mille, l’emozione è davvero tanta, e penso che non si possa spiegare a parole quello che io provo in cima al Maggio. L’emozione è congiunta all’ansia di avere comunque tantissimi spettatori che ti guardano.

Hai mai avuto paura nel salire a tanti metri d’altezza?

Più che paura, solo un po’ di tensione.

Saresti fiero se uno dei tuoi figli seguisse le tue orme?

Da una parte sarei felice se uno dei miei figli seguisse le mie orme, così che possano provare le mie stesse emozioni, dall’altra c’è la paura, il rischio di un genitore, e la protezione nei confronti dei propri figli.

Cosa provono i tuoi famigliari vedendoti salire a tanti metri d’altezza?

Non saprei sicuramente descrivere le loro sensazioni ed emozioni, ma li vedo abbastanza preoccupati e tesi durante la scalata, ma sicuramente felici ed emozionati per la mia scalata andata “a buon fine”.  

  

Intervista raccolta da Rocco Iula