Dendrolatria

(Tratto da ALBEROLOGIA di Antonio de Bona www.alberologia.it)

La contesa religiosa partiva dalla Francia per coinvolgere altre regioni oltre la Gallia, e i paesi di origine germanica, come dimostrato dalla vicenda di San Bonifacio (680 c.ca-755). Questo monaco benedettino, ritenuto l’apostolo della Germania, di nome Vinfrido (Winfrid), fu convocato a Roma dall’Inghilterra e ordinato vescovo dal papa Gregorio II, ricevendo il nome di Bonifacio. Fu destinato in Germania ad annunciare la fede di Cristo a quelle genti. Durante il viaggio di ritorno in Germania nel bosco di Hessen fece abbattere una gigantesca quercia alla quale le popolazioni pagane attribuivano poteri magici, ritenendola sede del dio del tuono Thor. Quel gesto fu visto come una vera sfida alle divinità e i pagani accorsero numerosi per assistere alla vendetta del dio offeso. San Bonifacio, tuttavia prevalse e ai piedi della quercia abbattuta farà erigere la chiesa dedicata a San Pietro. Ma presso Dokkum in Frisia, venne ucciso nel 754 assieme ai suoi 52 confratelli Benedettini dai Frisoni, che intendevano difendere i loro santuari e le loro credenze. Poco più tardi, nel 772, Carlo Magno durante una missione punitiva contro gli Angari, distrusse il santuario pagano dove veniva venerato Irminsul, un gigantesco tronco d’albero che, secondo le credenze, aveva il compito di sostenere la volta celeste. La sua campagna militare durò oltre 30 anni durante i quali il sovrano presenziò ai battesimi di massa avvenuti fino al 785, quando fu repressa l’ultima ribellione delle tribù pagane; il loro comandante, Vitichindo, battezzato a sua volta, giurò fedeltà a Carlo Magno. Doveroso citare direttamente il biografo Eginardo, che alla fine del conflitto aveva annotato:

La guerra, durata cotanti anni, si chiuse infine con adesione [dei Sassoni] alle condizioni offerte dal Re, le quali furono la rinuncia ai loro costumi religiosi nazionali e all’adorazione dei demoni, l’accettazione dei sacramenti della fede e religione cristiana, e l’unione coi Franchi in unico popolo.

Tra i vari tentativi messi in atto dalla Chiesa Cattolica per estirpare i riti pagani è sicuramente importante la disposizione di papa Gregorio III il quale spostò la festa di tutti i Santi dal 13 Maggio al primo di novembre. Lo scopo era quello di sovrapporla e sostituirla, alla festa celtica di Samhain (Halloween) festa della fine dell’estate. Divenne festa di precetto ed estesa dall’imperatore Ludovico I ai territori a lui assoggettati. Agli inizi dell’XII secolo, perpetuandosi il culto dei boschi in Germania, la chiesa locale ordinò di abbattere gli alberi; cosa che si ripeté più tardi anche in Boemia dove il vescovo Ottone di Bamberga (1060-1139) appreso che nei boschi attorno a Stettino, vi erano querce sacre, non riuscendo a farle abbattere a causa della reazione violenta dei contadini del posto, fece diffondere la voce che molte di esse erano abitate dagli spiriti maligni. Dovevano quindi essere abbattute e, se necessario, anche con il suo intervento personale. Il suo biografo Herbord ci tramanda che il vescovo e i suoi sacerdoti iniziarono subito, armati d’asce e lance, a distruggere gli alberi nei boschi. Dopo che il popolo si accorse che gli dei non si difendevano, si unì all’opera. Mons. Ottone lasciò solo una quercia per la preghiera degli abitanti di Stettino, a condizione che sotto l’albero non venisse praticata alcuna divinazione.

L’albero sradicato divenne in pieno medioevo l’emblema dei Templari. 

Se l’albero sradicato era il simbolo dei Templari8, l’olmo (Ulmus campestris L.) acquistò un significato particolare per tutti i “monaci guerrieri”; per loro era identificato come pianta sacra ed assumeva significati di amicizia, protezione, sostegno, amore e perfezione. L’albero dell’olmo fu particolarmente significativo anche per i Cavalieri Templari, e per estensione iniziò a far parte della simbologia cristiana e loro stessi utilizzarono spesso le denominazioni “Santa Maria dell’Olmo” o “Madonna dell’Olmo” per intestare le loro chiese. Prova ne è la chiesa principale di Castelmezzano (Pz), la quale si trova nel centro del paese, e si chiama Santa Maria dell’Olmo, edificata nel XII secolo proprio nei pressi di un olmo. La presenza della chiesa in vicinanza dell’albero e dell’acqua, rivela una correlazione tra questi due elementi di enorme carica simbolica: il primo potrebbe rappresentare l’albero della vita e il secondo la fonte della vita stessa.

In riferimento ai Cavalieri Templari, troviamo un curioso riferimento all’olmo nel Regno Unito, presso la località chiamata Temple, a Balanradoch, nella regione scozzese del Midlothian. In una leggenda locale in questo luogo sarebbe stata sepolta una parte del leggendario tesoro dei Templari: “tra la quercia e l’olmo sono sepolti milioni, li potrai trovare gratuitamente”, recita un vecchio detto locale (Twixt the oak and the elm tree / You will find buried the millions free).

Il tentativo di eliminare il culto degli alberi dovette estendersi per tutto il Medioevo, quando i parroci rimproveravano e scomunicavano le persone che portavano offerte agli alberi o innalzavano altari sulle loro radici e richiedevano protezione per la propria famiglia e per i beni intonando canti o lamenti. Ma nonostante le scomuniche, i rimproveri e le minacce, il culto degli alberi si tramandò per altri secoli. La venerazione degli alberi si dimostrò essere ancora viva nel XIII secolo, quando il vescovo Anselmo, nel 1258, a Sventanistis, ordinò l’abbattimento di una enorme quercia sacra; la sua resistenza era tale che l’ascia rimbalzo sul tronco colpendo mortalmente il boscaiolo. Allora il vescovo in persona prese l’ascia per passare all’azione, ma anche lui non riuscì nell’impresa, così ordinò di bruciarlo.

La lotta continuò anche nel secolo successivo. Tra il 1351 e 1355 a Perm, città della Russia europea, a contrastare le credenze pagani profuse il suo impegno un vescovo della chiesa ortodossa divenuto poi Santo, Santo Stefano di Perm, (1340-1396). Questi decise di agire in modo drastico, poiché la sua cella si trovava a poca distanza da una grande betulla, venerata dagli abitanti del luogo; la abbatté nel cuore della notte. Il giorno dopo, gli idolatri volevano ucciderlo, ma il Santo li fece desistere facendo notare che il “loro dio” non poteva essere così potente se aveva permesso ad un uomo di abbatterlo, e riuscì ad avviare il processo di conversione, tanto che Pimen, Metropolita di Mosca e di tutte le Russie, lo designò Vescovo metropolita di Perm.

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