La Salandrella

La Salandrella: il fiume degli accetturesi

Date le sue caratteristiche, la Salandrella deve essere considerato più un torrente che un fiume. Ne acquista questa caratteristica, solo una volta passato il paese di Salandra, laddove prende il nome di “Cavone”. Da lì, solcherà tutto il territorio centrale lucano dell’area dei Calanchi, confinante con i bacini del Basento e dell’Agri.
L’area del bacino del Cavone, dal punto di vista orografico, presenta carattere prevalentemente collinare: la parte medio-alta si estende fra le quote di 100 e 500 m s.l.m., toccando la quota di m 789 nel territorio di Accettura, di m 908 nel territorio di Stigliano, e di m 1.319 sul Monte Impiso da dove nasce appunto la Salandrella. Il regime delle precipitazioni piovose è piuttosto variabile passando da 900 mm nell’area montana ai 400/500 mm nella conca valliva del Cavone. Tali precipitazioni si concentrano prevalentemente nel periodo novembre-marzo, mentre d’estate, come sappiamo, prevale la siccità.
Il fiume Cavone, il cui bacino si estende su 684 Kmq, ha una lunghezza di circa 98 Km. Presenta tratti di interesse naturalistico e faunistico. Partendo da Monte Cuccaro (586 m s.l.m.) e procedendo verso est, la linea di displuvio passa per Monte Corvo, Monte La Cretagna, Monte Finese, Pisticci, Caporotondo, S.Basilio per raggiungere il mare Jonio nei pressi di Torre Salandrella.
Il suo principale affluente è il Misegna. Dal suo bacino di formazione fino all’altezza di Salandra, il Salandrella (Cavone) ha carattere nettamente torrentizio con ampi letti fluviali, in corrispondenza delle confluenze dei suoi affluenti minori. 
Le acque depositano materiali argillosi e fango, che determinano a loro volta canaloni che convogliano a valle materiale solido: si formano così le colate di fango. Talvolta l’impetuosità dell’acqua meteorica provoca lo scalzamento del piede dei costoni ripidi dei calanchi.
Di grande interesse è la malacofauna plio-pleistocenica, testimonianza dell’antica presenza del mare. Spesso nelle argille azzurre si trovano fossili di conchiglie come l’Ostrea lamellosa e la Cassidaria echinophora.
Curiosità:
Il complesso idrogeologico della Salandrella, pur costituendo acquiferi di limitata estensione e potenzialità, alimenta sorgenti quali: Fonte Tratturo di Stigliano; Sorgente Le Manche; Sorgente San Giovanni; Sorgente Acqua di Rienzi ad Accettura.

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